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In memoria di Christian
Riflessioni di fine anno
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Christian. Un nome magari non troppo diffuso... più comunemente si trova Cristiano, ma anche questo non è molto diffuso rispetto a Giuseppe, Francesco, Antonio, ecc...

Cmq in questo caso si tratta di Christian. Christian Nicolosi, per l'esattezza.

A moltissimi questo nome non dirà nulla, molti fra quelli ai quali dice qualcosa, invece, probabilmente lo dimenticheranno presto. Così non sarà per me. Perchè?

Ignoro completamente chi fosse questo ragazzo. So solo che aveva 17 anni il giorno in cui l'ho visto finire sotto una Seat Ibiza parcheggiata vicino un marciapiede in via Leucatia, a Catania.

Come mai? Non saprei con esattezza. Lì sul momento si sono fatte delle ipotesi, le testimonianze (???) delle persone che avevano visto meglio di me... poi non essendo catanese, conoscendo pochissime persone del luogo, mi sono dovuto attenere a cosa scrivevano i giornali.

A quanto pare Christian stava scendendo per via Leucatia un po' troppo allegramente. La strada non è delle migliori: asfalto vecchio, buche e tombini ribassati, auto parcheggiate un po' dovunque, curve a volte ingannatrici. La percorro sempre tutta a piedi, per cui ho avuto modo di "studiarla" a dovere.

Christian è stato uno di quelli ben poco fortunati, uno di quelli che è come se si immolassero per convincere qualche amministratore comunale che forse è necessario prendere dei provvedimenti per rendere la strada un po' più sicura.

Ma prima i fatti: Christian percorreva la strada in discesa, forse un po' troppo velocemente a quanto si dice... e credo che la realtà sia esattamente questa. Ad un tratto, forse per una buca, forse per l'asfalto liscio, perde il controllo dello scooterone che stava guidando, cade a terra, lo scooter va via strisciando e roteando sull'asfalto. Christian finisce con una gamba incastrata sotto la ruota posteriore della Ibiza, credo abbia battuto violentemente la testa prima sulla strada, poi anche contro l'automobile. Si, è vero: il CASCO.

Io avevo superato il punto della caduta di circa 10 o 20 metri. Visto lo scooter strisciare verso di me,e immaginato parte dell'accaduto, mi sono recato subito sul posto e il casco... era per terra, come se qualcuo lo avesse appoggiato li.

Subito un buon numero di persone ha accerchiato Christian, un uomo ha sollevato l'automobile per liberargli la gamba, qualcuno chiamava l'ambulanza, sono arrivati dei poliziotti in borghese che giravano da quelle parti e si sono fermati a dare soccorso, gente che piangeva, chi urlava, persone che si insultavano perchè dovevano determinare lì, subito, le cause: è colpa sua che ha parcheggiato l'auto qui, no io non centro nulla era lui che correva, conosco questo ragazzo: signora la smetta di dire stronzate è l'auto parcheggiata male... insomma, cerchiamo sempre l'attimo che ci dia quella parvenza di protagonismo... e cu mori, mori.

Alla fine Christian, frastornato, cerca di sollevarsi da terra. Chiaramente non ce la fa, non sente il dolore alla gamba, prova, si accascia di nuovo, riprova, non ce la fa. Molti attorno gli dicono di non muoversi, di stare giù. E molti bisticciano per spartirsi la gloria e le infamie.

Resoconto.

Il giorno stesso Christian muore in ospedale. Si parlerà di trauma cranico. Forse il casco non lo avrebbe salvato comunque, forse si. Perchè allora non lo aveva indossato? Perchè tantissimi non lo indossano? Che senso ha rischiare senza alcun buon motivo?

E' successo anche a me, un incidente con lo scooter, a Pisa nel 2003. I miei amici lo ricorderanno. Ho riportato la frattura composta della spalla destra. Ho battuto la testa al marciapiedi. Per fortuna avevo il casco.

E' successo anche a me di perdere un caro amico per un incidente di moto: Roberto Piacentini, di Empoli, fatto sbandare da un'auto che si stava introducendo da una stradina secondaria, ucciso da un furgone che gli giungeva di fronte e forse non ha potuto evitarlo. 

Ho rivisto me stesso in Christian. Per la prima volta nella mia vita ho visto una persona morirmi davanti agli occhi. Mi vengono ancora le lacrime agli occhi quando ci penso. Eppure non conoscevo sto ragazzino. E forse non avrei mai saputo della sua esistenza, in altre circostanze.

E ho rivisto anche Roberto, che però il casco lo portava, ma non ce l'ha fatta lo stesso, e per il quale ho pianto parecchi anni fa, e che ricordo ancora soprattutto per la vitalità che riusciva a sprigionare praticamente sempre.

Speriamo che, come si dice, siano andati entrambi in un posto migliore, che adesso si trovino meglio.

Siamo al 2 dicembre, l'incidente è avvenuto il 21 novembre, se non ricordo male. Via Leucatia è ancora esattamente come era prima dell'incidente. Solo un'immagine di Christian e dei fiori, restano a ricordarci che dovremmo volerci più bene, e non regalandoci telefonini, automobili, beni materiali in genere... dovremmo essere più attenti al significato di "essere vivente" ed agire di conseguenza.

 

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